Ciceruacchio

2008, Italia. E’ tempo di Ciceruacchi

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Iraniana

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Quando ancora riuscivo ad applicare qualcosa che si chiama autodisciplina, o forse quando avevo più tempo libero, a lungo pensai che fosse cosa buona e giusta seguire quello che accadeva in Iran. Iniziaii nel 2001, prima che molti altri ci si mettessero, prima che arrivasse il 2003 e – con il training autogeno al gusto nucleare delle autorità iraniane – tutti iniziassero a (s)parlare di quella che una volta era la Persia.

Oggi mi sento di segnalare un paio di articoli, tanto per ricordare che in America passano i presidenti, ma a Teheran rimane al potere la solita dittatura. Il settimanale iraniano Shahrvand-e Emrouz si chiedeva, nella sua ultima copertina, “Perché anche l’Iran non ha il suo Obama?”. Titolo a caratteri cubitali su faccione sorridente del neo presidente USA. Ahmadinejad ha risposto a modo suo: ha costretto il settimanale a chiudere i battenti. Il pugno duro nei confronti di media, come praticamente tutto ciò che si muove in Iran, è appoggiato dall’Ayatollah Khamenei. Nelle passate settimane alcuni giornali avevano infatti sollevato un polverone che ha portato alle dimissioni del Ministro dell’Interno: Ali Kordan millantava infatti una laurea ad Oxford che in realtà non aveva mai ricevuto. Niente male per una informazione praticamente annichilita, ancora di più dopo l’elezione di Ahmadinejad nel 2005.

La censura non è la sola arma nel campo di battaglia dell’informazione. Giornali vicini alla Suprema Guida hanno infatti contemporaneamente intrapreso una campagna denigratoria verso il nuovo Presidente USA. “Un falco vestito da colomba”, ha titolato Keyhan, giornale conservatore. “L’uomo nero non cambierà mai la politica degli USA”, ha invece spiegato Jomhuriye Eslami.

Gli Stati Uniti osservano. Alcuni consigliano ad Obama di non smuovere troppo le acque prima delle prossime elezioni presidenziali del giugno 2009, in modo da non aiutare in nessun modo – né con aperture, né con attacchi che potrebbero essere sfruttati a fini propagandistici – il presidente in carica. Ahmadinejad, in questo modo, avrebbe meno chances per nascondere la performance economica disastrosa iraniana di cui è in parte responsabile.

Written by ciceruacchio

Novembre 11, 2008 alle 11:59 am

Pubblicato in Iran.Watch

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L’ebbrezza della censura

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Mai pensato di navigare su Internet allo stesso modo in cui si naviga al di là della Grande Muraglia cinese? Firefox vi fa provare l’ebbrezza della censura*. (O della libertà).

* Carcerazione e tortura non sono incluse.

Written by ciceruacchio

Novembre 3, 2008 alle 6:35 am

Si aprono le Olimpiadi, chiude YouTube cinese

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Il titolo del post potrebbe essere tendenzioso. Secondo Rebecca MacKinnon, infatti, la chiusura di Tudou – versione cinese di YouTube – è ancora tutta da verificare. L’oscuramento - presunto, se volete – sarebbe coinciso con una nuova partnership tra CCTV.com, Toudou e Myspace China, creata per “fornire una piattaforma online per gli spettatori delle Olimpiadi, in modo che possano interagire tra loro e con gli stessi atleti”. 

Ripeto, la notizia è ancora da verificare. Avete qualche idea in più?

Intanto vi segnalo che mentre l’Unione Europea pensa ad un proprio Global Internet Freedom Act, a Pechino, mesi fa, sono uscite le nuove “linee guida” per la pubblicazione di materiale online. La sola assonanza con le linee guida della Legge 40 in Italia pare una garanzia. Da leggere.

Written by ciceruacchio

Marzo 10, 2008 alle 9:20 pm

Internet a intermittenza, al tempo degli Ayatollah

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Dopo il caso sospetto del temporaneo black out di Internet in tutto il Medio Oriente, oggi gli internauti iraniani tornano a temere la censura online. Questa volta, alla vigilia delle elezioni legislative del 14 marzo, il piano di oscuramento, secondo l’International Herald Tribune, risalirebbe direttamente ad ambienti governativi.

Il governo iraniano potrebbe bloccare l’accesso private ad Internet in vista delle elezioni legislative del 14 marzo. E’ quanto hanno riferito lunedì scorso [all’International Herald Tribune, n.d.R.] due fonti giornalistiche iraniane.
Ma le due fonti propongono versioni differenti sulle ragioni di tutto ciò. “Oscurare internet rientrerà in alcuni piani dettati da ragioni di sicurezza, ed in particolare dal Ministero delle telecomunicazioni”, spiega Mostafa Pourmohammadi, Ministro degli interni, secondo il quotidiano Etemad Melli.    
Allo stesso tempo un alto responsabile del processo elettorale, Muhammad Javad Mahmoudi, ha spiegato che un oscuramento renderebbe più semplice al governo avere un pieno libero accesso ai servizi in rete al momento delle elezioni, anche se – secondo l’agenzia ISNA – le linee governative della rete sono state già ammodernate […]”.

International Herald Tribune, 3 marzo 2008   

Alcuni esperti, però, credono che la notizia sia inverosimile.  

Devo esordire sottolineando che sono un po’ scettico a proposito di questa storia che tra l’altro sembra essere sostenuta da fonti incerte. E’ stata ripresa da svariate fonti di informazione, ma tutte queste fanno riferimento allo stesso articolo dell’International Herald Tribune. Quell’articolo cita due fonti giornalistiche anonime che, da quel che traspare, non sono nemmeno d’accordo tra loro sulle ragioni che spingerebbero a questo ipotetico blackout della rete.  
E l’idea stessa di bloccare l’accesso ad Internet nel giorno delle elezioni non mi sembra avere troppo senso. Posso immaginare che un regime autoritario oscuri la rete per la settimana o le due settimane precedenti alle elezioni, in maniera tale da restringere l’accesso alle informazioni su una certa consultazione elettorale. Ma un blocco che avvenga nello stesso giorno delle elezioni – in particolar modo se annunciato con una settimana di anticipo – non mi sembra possa giovare in qualche modo al governo.  
In ogni caso questa non sarebbe sicuramente la prima volta in cui l’Iran si troverebbe ad applicare delle restrizioni all’accesso ad Internet nel tentativo di bloccare la libera circolazione dell’informazione. Nel 2006 è stato è stato riferito come l’Iran abbia richiesto per legge che le connessioni da casa fossero ridette ad una banda massima di 128kbps. Nemmeno questa mossa ha troppo senso; 128k è una banda sufficientemente ampia per scaricare file audio compressi, ad esempio. Ma il governo iraniano è arrivato a questa restrizione generale dell’ampiezza della banda dono che altri  tentativi di censura, orientati soprattutto sui contenuti, sono falliti. Sembra che “con la stessa velocità con la quale essi frappongono degli ostacoli, gli Iraniani trovino il modo per aggirarli”. L’unica via che il governo iraniano ha trovato per sospendere la circolazione dell’informazione che non approva è quella di restringere fisicamente il flusso di informazione, punto e basta.  

TechDirt.com, 5 marzo 2008

Written by ciceruacchio

Marzo 8, 2008 alle 11:17 pm